

Presentato il ‘Libro bianco’ al ministro Schillaci.
E’ stato presentato lo scorso 14 aprile nella sede del Ministero della Salute a Roma il ‘Libro bianco della Pneumologia’. A realizzarlo sono stati il dott. Claudio Micheletto, direttore Uoc Pneumologia Azienda ospedaliera universitaria integrata Verona, e il prof. Fabiano Di Marco, direttore Pneumologia ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La minuziosa analisi della salute respiratoria italiana è stata realizzata per conto delle rispettive società scientifiche: AIPO (Associazione italiana pneumologi ospedalieri) e SIP (Società italiana pneumologia). Il testo, presentato al ministro Orazio Schillaci che ha aperto il tavolo nazionale per le malattie respiratorie, contiene lo stato dell’arte delle strutture di cura, l’incidenza delle malattie sulla popolazione e le proposte di interventi migliorativi. Il volume è stato coordinato da Pamela Micheletti, AIPO. Nel libro vengono proposte le possibili soluzioni per trattare sempre meglio le patologie respiratorie. L’aspetto principale è il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio. Le Case della salute, ad esempio, anche se in fase di ampliamento, possono svolgere un ruolo determinante trattando localmente i casi più lievi. I grandi hub ospedalieri possono così concentrarsi sulle patologie più gravi e per le cure più complesse. Le strutture e la tecnologia in generale non mancano. In Veneto, ad esempio, le unità operative pneumologiche sono ben 16 che, come tutti, hanno avuto grandi problemi di personale prima e dopo il Covid. Ma la pandemia ha lasciato in eredità una aumentata attenzione alla disciplina, tanto che sono numerosi i giovani medici in formazione che permetteranno un prossimo ricambio di personale.