Contro il Governo e le piattaforme digitali.
La protesta dalle 8 alle 22 in quasi tutta Italia, i sindacati chiedono regole più stringenti per Uber e i decreti contro l’abusivismo. Per oggi è stato proclamato il primo sciopero nazionale dei taxi del 2026, che coinvolgerà gran parte delle città italiane, da Nord a Sud, con l’unica eccezione dell’Umbria. L’astensione dal lavoro è prevista dalle 8 alle 22. Allo sciopero aderiscono circa venti sigle sindacali, che protestano contro il governo e contro quello che definiscono l’ingresso sempre più invasivo delle multinazionali delle piattaforme digitali nel trasporto pubblico non di linea.
Il settore taxi è regolato a livello comunale e si basa su licenze a numero chiuso. Negli ultimi anni l’ingresso delle piattaforme digitali di intermediazione, come Uber, ha riaperto il conflitto tra tassisti, governo e autorità locali su concorrenza, regole e controlli. Alcuni decreti attuativi previsti da una legge del 2019 contro l’abusivismo non sono mai stati completati.