

Businessman Shocked when Business Graph Falling Down, Business Crisis and Bankruptcy Concept
Donazzan: «Campanello d’allarme da non sottovalutare. Iniziano a farsi sentire gli effetti del quadro internazionale»
In Veneto, come in Italia, nel primo semestre si è tornati ai livelli occupazionali pre-pandemia del 2019. In regione si è registrato un saldo occupazionale positivo per 77.500 posti di lavoro dipendente, con un incremento delle assunzioni del 30% rispetto al 2021 e di poco sopra al dato del 2019. Ma, a fronte di un consistente recupero nella prima parte dell’anno, negli ultimi mesi la crescita dell’occupazione ha rallentato, segnando a giugno un calo della domanda di lavoro del -3% rispetto allo scorso anno. Anche il contesto economico è in rallentamento: le stime di crescita per il 2022 si attestano al +2,2% per il Pil nazionale e al +2,4% per quello veneto, mentre la manifattura italiana registra un tasso di contrazione mensile che era risultato superiore solo durante la crisi finanziaria, quella del debito sovrano e nelle fasi più acute della pandemia. L’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan ha sottolineato che è difficile definire oggi con esattezza quali siano le cause del rallentamento. Nonostante permangano segni positivi, il protrarsi del conflitto in Ucraina, le difficoltà di approvvigionamento energetico e il rincaro del costo delle materie prime, con la conseguente diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, iniziano a pesare. Necessario dunque tenere monitorata la situazione.