

L’esempio di Villa Spinosa contagia anche l’azienda Sartori. In paese installati già 13 apparecchi in luoghi pubblici
Cantine vitivinicole sempre più attrezzate grazie alla presenza di defibrillatori semi automatici esterni (Dae), messi a disposizione di collaboratori, ospiti e residenti, in caso di arresto cardiaco. L’idea era partita lo scorso mese dall’azienda di Villa Spinosa a Jago, ora invece, è il turno della Casa vinicola Sartori di Negrar che è stata positivamente contagiata dall’idea. Si sogna in grande quindi, con il coinvolgimento di tante altre realtà, con tanto di formazione, soprattutto per i giovani, all’uso del defibrillatore semi automatico. L’azienda Sartori è già stata contagiata. Resta da scoprire quale sarà la prossima cantina che favorirà la diffusione di questi apparecchi salvavita tra le aziende vinicole della denominazione, che sono oltre 200. “Il tempo è vita”, dicono gli esperti. Ecco perché è importante avere a disposizione questi strumenti nell’immediato: se non viene praticato alcun trattamento, la sopravvivenza è pari al 5%; con massaggio cardiaco, invece, la percentuale sale al 20%, ma con questi dispositivi salvavita, la percentuale sale oltre il 60%.