

Uno spazio in cui giustizia e sicurezza passano attraverso l’ascolto.
Ci sono luoghi che non servono soltanto a ospitare servizi, ma che nascono per mettere in relazione persone, professionalità e istituzioni. È questo il significato della Cittadella della Giustizia di Verona, che è stata inaugurata oggi negli spazi di piazza Madonna di Campagna 1/A, e intitolata a Tina Anselmi, protagonista della vita democratica del Paese e prima donna a ricoprire un incarico ministeriale nella Repubblica italiana. La Cittadella riunisce realtà diverse impegnate nella tutela dei diritti, nel sostegno alle vittime, nella gestione dei conflitti e nei percorsi di responsabilità e reinserimento. Il Centro per la Giustizia Riparativa, Rete Dafne, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, insieme ad altre esperienze e progettualità, condividono uno spazio nel quale competenze differenti possono incontrarsi e collaborare. La loro presenza nello stesso luogo non significa soltanto condividere uno spazio fisico. Significa creare maggiori occasioni di confronto e vicinanza alle persone. La Cittadella nasce infatti dall’idea che la giustizia non riguardi soltanto ciò che accade nelle aule dei tribunali, ma anche le relazioni che possono essere spezzate da un conflitto o da un reato e il lavoro necessario per ricostruirle. Accanto alla tutela dei diritti e al sostegno delle vittime, trovano così spazio percorsi orientati alla responsabilità, alla riparazione del danno e al reinserimento sociale.