

2025 drammatico nel Veneto.
Con 111 morti sul lavoro nel 2025 – 32 in più dell’anno precedente – il Veneto si posiziona come seconda regione in Italia, dietro la Lombardia, per numero di vittime. Verona si conferma la provincia più colpita, seguita da Venezia, Padova e Vicenza. L’incidenza di mortalità è superiore alla media italiana: la regione si colloca in zona arancione. “Un bilancio di fine anno drammatico – dichiara l’ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che ogni mese analizza i numeri relativi ad infortuni e morti sul lavoro in tutta Italia – una vera e propria strage per la regione Veneta: sia per i numeri assoluti delle vittime sia per l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa che colloca la regione in zona arancione, con un indice superiore alla media nazionale. Il Veneto è secondo in Italia per numero di decessi totali dopo la Lombardia e terzo per numero di morti in occasione di lavoro”. Le Statistiche 2025 parlano chiaro. A fine dicembre 2025, il rischio di infortunio mortale in Veneto (34,1 morti per milione di occupati) risulta superiore alla media del Paese, che è 33,3 pertanto, come detto, la regione è in zona arancione. Addirittura Rovigo e Venezia si collocano in zona rossa (con l’indice che supera la media italiana di oltre il 25%), mentre in zona arancione si trova Vicenza (41,0), in zona gialla Verona (32,2) e Padova (29,2), mentre in zona bianca ci sono Belluno (22,3) e Treviso (19,9). Tra i 111 i decessi rilevati nel 2025 (contro i 79 del 2024), 76 sono stati in occasione di lavoro (22 in più del 2024) e 35 in itinere (10 in più del 2024). A Verona si registra il maggior numero di vittime totali (24), seguita da Venezia (22), Vicenza e Padova (19), Treviso (16), Rovigo (8) e Belluno (3). Venezia e Vicenza, invece, guidano la classifica delle vittime in occasione di lavoro (16). Seguono: Verona (14), Padova (13), Treviso (8), Rovigo (7) e Belluno (2).