

Chiesti controlli ad hoc e analisi per chi vive nella frazione e vicino allo stabilimento
Acqua o aria, non importa perché i problemi e le paure sono le stesse. Ecco perché per valutare le condizioni di salute dei cittadini, c’è bisogno anche di sapere non solo quanto Pfas c’è nell’acqua, ma ora anche nell’aria. A fare questa richiesta gli ecologisti, sicuri dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche su entrambi i fronti. E’ ormai risaputo della contaminazione di queste sostanze tossiche nei 12 Comuni del Basso-Est veronese, ma ora vi è anche la preoccupazione di avere nell’aria residui di carboni e fanghi, cosa che obbliga il monitoraggio a 360 gradi dell’ambiente e della salute di chi abita della frazione, specie di quelli più vicini allo stabilimento. E’ vero che Arpav non ha mai rilevato irregolarità in questo tipo di emissioni, ma il timore c’è. In pochi anni, come sottolineato anche da Michela Piccoli del comitato ‘Mamme No Pfas’, si vuole arrivare ad avere zero emissioni di Pfas sia nell’acqua che nell’aria. Sarà davvero così?