

A cura di Claudio Gasparini
Si terrà il 6 ottobre prossimo alle 18.30 al Circolo Unificato dell’Esercito a Castelvecchio il convegno scientifico ‘La Devianza minorile – Il fenomeno youth gangs’. Lunedì 6 ottobre Mentre l’obiettivo prioritario dell’evento è quello di divulgare contenuti scientifici sul tema della devianza minorile tramite approcci conoscitivi derivanti da differenti discipline: criminologia, neuroscienze, biologia, psicologia, pedagogia, sociologia, legislazione italiana e internazionale e security, l’obiettivotrasversale risiede nella creazione di un evento inclusivo e democratico dove tutte le rappresentanze cittadine (figure istituzionali, associazioni cattoliche e laiche, gruppi politici, aggregazioni giovanili e team sportivi) di differente pensiero e attività sociale trovino un luogo di dialogo e confronto costruttivo e civile, nella consapevolezza che proprio la diversità di opinione e di provenienza culturale sia quella più difficile da accettare e che il rispetto della diversità di pensiero ed espressione altrui sia la vera forza motrice di ogni società democratica. Per tale motivo sono state scelte come ospiti di eccezione la nuotatrice paralimpica veronese delle Fiamme Azzurre Xenia Francesca Palazzo, medaglia di bronzo nei 50 m stile libero e la Dr.ssa Silvana de Mari, medico e scrittrice di libri per ragazzi di alto valore educativo e culturale. Informazioni sulla pubblicazione: ‘La devianza minorile, Il fenomeno youth gangs’ è un testo multidisciplinare che analizza l’argomento sotto il profilo psicologico, pedagogico, medico e neuroscientifico, sociologico, criminologico, legislativo e securitario. La prefazione è stata curata dal celebre poliziotto calabrese noto come “Il Serpico italiano”, protagonista dell’azione che portò all’arresto di Renato Vallanzasca nel 1978 e della sua banda dopo una sparatoria per le strade di Trastevere, a seguito della quale rimase gravemente ferito durante un conflitto a fuoco e decise di iniziare la sua carriera di scrittore sul tema della tossicodipendenza. Longo, che operava sotto copertura alla Squadra Mobile di Roma, si specializzò in missioni infiltrate contro il traffico di droga e la criminalità organizzata, partecipando a numerose operazioni che portarono all’arresto di esponenti della banda della Magliana e di capi della ‘Ndrangheta. Grazie alla sua rilevante attività investigativa venne ingaggiato dalla DEA statunitense, dove fu riconosciuto come uno dei migliori agenti sotto copertura. Il suo ruolo attivo e incisivo nell’arresto di Vallanzasca e la sua vita avventurosa ispirarono diversi film e serie poliziesche degli anni Settanta e Ottanta, tra cui ‘La via della droga e Il grande racket’ con Fabio Testi. Federico Fellini, con cui Longo condivideva un’amicizia profonda, fu così colpito dalla sua storia che decise di trarne un film basato sulla sua autobiografia ‘La valle delle farfalle’ con l’Operafilm, progetto che non si concretizzò a causa di un dissidio tra regista e produttore. Longo è il primo poliziotto mediatico italiano di cui l’Italia è fiera, ma anche un uomo integro estraneo al sistema corruttivo, insomma un outsider come la criminologa Giusy Calabrò.