Di Marco Bertagnin
Una tragedia nelle mani di un uomo e una donna.
L’orrore della ridente località montana che va sotto il nome di Crans-Montana si fa più acuto nel ricordare che era famosa per i sanatori sorti in conseguenza dell’aria benefica per le malattie respiratorie, in quanto particolarmente secca. Il dramma vissuto dalle vittime dell’incendio genera inevitabili ed innumerevoli considerazioni di circostanza. Che dire dunque di più? Qualcosa che forse non sia di circostanza da parte di chi gode del momentaneo lusso di non avere attraversato tragedie simili. Anzitutto, che sopravvivere ad un figlio è la pena più atroce. Una non-vita. Che quello scantinato si è rivelato come una trappola di agghiacciante evidenza. Che soltanto un branco di asini inebriati di jet-set internazionale poteva impiegare quel buco come locale pubblico. Che la sciatteria di Stati presuntuosi, ricchissimi e civilissimi è superiore a quella di Nazioni straccione ed insulse. Che la morte ti cammina a fianco. Ma soprattutto che le persone sono nelle mani delle persone. Quei ragazzini che festeggiavano non erano nelle mani di Putin, di Trump, del Giappone, della Corea, delle ONG, di Greta Thunberg o di altri fenomeni da circo ma erano nelle mani di persone come loro. Le loro vite erano nelle mani di un uomo e di una donna, del Sindaco, dell’Assessore, del Capo della Sicurezza, del Comandante, del Dirigente ecc.. La responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti degli altri è perciò immensa. Questo andrebbe insegnato e ricordato in ogni sede anziché blaterare quotidianamente di puttanate. La responsabilità di ogni singolo soggetto è pari a quella del capo dell’universo. La prevenzione così tanto sbandierata è un concetto morale, prima di tutto. Guidare un’auto è per prima cosa un atto di moralità. Come lo è far lavorare gli operai in campagna, dirigere un ufficio, riordinare una stanza, fare il consigliere comunale o portare a spasso il cane. Tutta l’esistenza è un atto morale di responsabilità verso sé e contemporaneamente verso gli altri. Il fuoco di Crans-Montana è una discesa agli inferi di giovani che si sono affidati alle mani di persone che non li hanno afferrati ma lasciati precipitare.