

A cura di Claudio Gasparini
Rumors Festival sempre più internazionale, ha regalato un incontro che va oltre i confini italiani e la nostra cultura europea. Fatoumata Diawara, il 6 luglio al Teatro Romano, ha trasportato gli spettatori in un viaggio in Africa, per conoscere le sue radici mandinka con influenze afrobeat, jazz, pop, elettroniche e hip hop. Un’artista tra le voci più intense nel panorama internazionale della world music, che continua a reinventare la musica africana tradizionale. Cantautrice, chitarrista e attrice originaria del Mali, con due nomination ai Grammy, Fatoumata Diawara ha presentato anche il suo nuovo attesissimo album “London Ko”. Nell’album l’artista ha unito le forze con Damon Albarn (Gorillaz, Blur), che co-produce alcuni brani dell’album e si esibisce con lei nel primo singolo di lancio dell’album, “Nsera”, uscito con il plauso della critica di Pitchfork,
Stereogum, okayafrica, WNYC, il podcast Object of Sound e altri ancora. Ha spiegato Diawara: «Per me “London Ko” significa aprire la mente. Rappresenta anche il legame di Damon Albarn con la musica maliana». Il titolo, un neologismo coniato dalla stessa cantante, si riferisce a un continente immaginario che unisce l’Africa e l’Europa. Pur mantenendo le tradizioni, la musica di Fatoumata Diawara offre una visione profetica di ciò che l’Africa può offrire . L’artista inventa uno spazio e un tempo alternativi in cui è possibile diventare padroni del proprio destino. Posizionando se stessa come protagonista di un mondo futuro, entra di diritto nel novero delle grandi voci dell’afrofuturismo. Ha avuto una eccellenye capacità di coinvolgere con i suoi ritmi il pubblico che ha accompagnato la star con battiti di mani e balli. L’evento organizzato da EVENTI VERONA e IMARTS, in collaborazione con Zen Production, Veneto Jazz e Musicalista. Rumors Festival erainserito all’interno del cartellone dell’Estate Teatrale Veronese, manifestazione realizzata dal Comune di Verona, con la direzione di Carlo Mangolini. Storica curatrice di Rumors è Elisabetta Fadini.