

Veneto, Lombardia e Trentino applicano regole contraddittorie su materie come navigazione, pesca, collettore
La necessità di quasi una trentina di Comuni, è la stessa: avere a disposizione una macro-area del Garda che accomuni tre Regioni come Veneto, Lombardia e Trentino e abbia come fulcro il lago. Questo, per avere la possibilità di gestire in maniera autonoma un ecosistema fragile, avviando una politica unitaria su pesca, navigazione, porti e turismo senza aspettare le Regioni. Il tema principale su cui si pone tutta l’attenzione, è soprattutto quello della difesa dell’habitat lacustre. Un passo in questa direzione era già stato fatto nel 2019, con un piano che definì i punti di tutela, dando una prima idea di gestione unitaria. L’area del Garda ha potenzialità economiche evidenti per turismo e per il Pil e quindi, in grado di rinnovare l’ipotesi della regione del Garda per fare squadra e affrontare due questioni principali: in primis il collettore e poi le questioni ambientali. Il tutto senza dimenticare il modello turistico. L’idea del lago unito in 3 sponde, è la soluzione per la promozione territoriale, economica e della sicurezza. Ora bisogna attendere l’idea del Governo e della Regione perché un Comune da solo, nulla può. In attesa di aggiornamenti.