

Colpito anche Acque Veronesi
Il 17 febbraio, un’ondata di attacchi hacker ha colpito diversi siti istituzionali italiani, tra cui quelli governativi, militari e di Acque Veronesi. L’azione è stata rivendicata dal gruppo filorusso Noname057(16), che su Telegram ha motivato l’attacco come una ritorsione alle dichiarazioni del Presidente Sergio Mattarella sull’invasione russa dell’Ucraina.
Durante un discorso a Marsiglia, Mattarella aveva paragonato l’aggressione russa alle guerre di conquista della Germania nazista, parole che hanno suscitato reazioni critiche da parte della portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, e del consigliere comunale di San Bonifacio, Maicol Faccini. Gli hacker hanno descritto l’attacco come una “punizione” per il “russofobo” Mattarella, accusando l’Italia di sostenere il “regime neonazista di Kiev”.
L’attacco, eseguito con la tecnica DDoS (Distributed Denial of Service), ha causato solo rallentamenti temporanei grazie alla protezione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. I cosiddetti “missili DDoS” hanno preso di mira anche siti bancari, di trasporto e infrastrutture strategiche, tra cui gli aeroporti di Malpensa e Linate, i porti di Trieste e Taranto e la compagnia degli autobus di Siena.
Gli attacchi sono proseguiti anche il giorno successivo, colpendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la Guardia di Finanza, l’Aeronautica Militare e altri enti governativi. Le indagini sono attualmente in corso da parte della Polizia Postale.