

‘Tra Zenit e Nadir’
Ragazzi autori di reato, esiste un percorso che aiuta a ricostruirsi allontanandosi dalla devianza. La giustizia può anche riparare non solo punire. Si chiude a Verona, il 17 aprile presso il Palazzo della Gran Guardia , il progetto “Tra Zenit e Nadir: rotte educative in mare aperto” con un convegno in cui saranno presentati i risultati ottenuti ed una riflessione sulla condizione giovanile. L’iniziativa ha permesso di sperimentare l’approccio del paradigma riparativo per prevenire la criminalità minorile, responsabilizzare i minorenni autori di reato, attivare le comunità locali per recuperare e far ripartire i ragazzi coinvolti nel circuito penale. Se si vogliono ridurre i reati e gli atti devianti commessi dai minorenni è necessario che l’intera comunità si attivi con azioni preventive e precoci.È questo il messaggio che i promotori di “Tra Zenit e Nadir: rotte educative in mare aperto”, progetto selezionato da Impresa Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che ha visto il Comune di Verona in qualità di Ente partner, hanno voluto sviluppare nelle diverse attività realizzate. L’iniziativa è frutto della consolidata collaborazione nel campo della giustizia riparativa tra la Fondazione Don Calabria per il Sociale, capofila del progetto, e il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA) e ha coinvolto come partner altri 57 soggetti pubblici e del terzo settore attivi in otto province italiane (Milano, Brescia, Cremona, Verona, Vicenza, Venezia, Treviso, Trento).
Alessandra Gambino