

Il legale minaccia denunce e il ricorso al Tar. Si difende invece il sindaco Negrini
Di tempo ne è passato, eppure i 13 discendenti di cittadini di Gazzo emigrati in Brasile alla fine del 1800, stanno ancora attendendo da più di 6 mesi, di essere registrati presso l’ufficio anagrafe del Comune dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana per ‘ius sanguinis’ dal Tribunale di Roma. Questo, impedisce loro di tornare nel loro paese d’origine. Ecco perché i diretti interessati si sono rivolti a degli avvocati specializzati in queste pratiche, ma non arrivano riscontri positivi in merito. Ma torniamo indietro nel tempo e ricostruiamo nel dettaglio come sono andate le cose. Pietro Panzarini, Domenico Pasquale Motterani e Giacinto Ferrari decisero di emigrare in Brasile in cerca di un lavoro sicuro e di una vita migliore. I discendenti di questi 3 uomini, dopo 150 anni, hanno chiesto che venisse loro riconosciuta la cittadinanza per ‘diritto di sangue’, cosa poi avvenuta. Sfortunatamente però, si sono imbattuti in ostacoli di natura burocratica che stanno portando i 13 testimoni di Gazzo a ricorrere al ricorso al Tar o denunciare penalmente il Comune per l’inconveniente. Si difende il sindaco Stefano Negrini che sottolinea come in realtà le pratiche, fossero carenti di documentazione e quindi rimaste invase. I tempi rischiano di allungarsi ancora. Nel mentre, si attendono ulteriori aggiornamenti.