

Un evento per raccontare le differenti interpretazioni dei vini del Lago di Garda
Un successo che ha superato le più rosee aspettative quello di Garda Wine Stories, l’evento organizzato dal Consorzio Garda Doc alla Dogana Veneta di Lazise il 9 e 10 giugno scorsi, ideato allo scopo di far avvicinare appassionati e curiosi alle eccellenze enologiche del generoso terroir del Lago di Garda. Una due giorni che prima ha visto impegnata la stampa di settore con un focus iniziale sulla denominazione a cui sono poi seguite masterclass e degustazioni mirate coi produttori; il tutto seguito poi dalla giornata aperta al pubblico. Soddisfazione ampiamente diffusa anche tra i produttori che per la prima volta sono stati chiamati ad un evento ideato per divulgare la qualità e le peculiarità della Doc Garda. Paolo Fiorini, presidente del Consorzio del Garda Doc ha dichiarato che sono stati raggiunti gli obbiettivi che erano stati prefissati, sia sul fronte delle presenze stampa, altamente qualificate, sia sul fronte del pubblico, un aspetto quest’ultimo tutt’altro che trascurabile considerata la stagione turistica avviata e la concomitanza di eventi nelle medesime date. Fil rouge che ha guidato gli ospiti nel corso della due giorni è stato il Lago di Garda, inteso sia come paesaggio e zona a vocazione turistica, sia come area produttiva dal microclima ‘mediterraneo’ particolarmente adatto alla produzione vitivinicola. E la luce, o meglio, la luminosità è stato individuato come il fattore naturale che rende unica l’enclave produttiva circostante il lago di Garda. Inoltre la rifrazione generata dalla superfice dell’acqua produce un effetto un ulteriore elemento che ne arricchisce il terroir: al suolo e al clima si aggiunge infatti anche la luminosità. Quella del Garda è una ‘denominazione di denominazioni’. Sono infatti dieci le zone Doc che ne fanno parte e solo i vigneti che storicamente sono all’interno di aree a denominazione di origine controllata possono fregiarsi anche della Doc Garda. Da qui l’idea di raccontare tante ‘stories’ all’interno di questo nuovo format ideato per creare il giusto equilibrio tra approfondimento enologico ed ‘esperienza del territorio’.