

150 mila cittadini a rischio a San Bonifacio
Inaugurato nel 2006 come modello innovativo di sanità territoriale, il Polo Sanitario Fracastoro di San Bonifacio avrebbe dovuto unificare quattro ospedali e diventare un esempio da replicare a livello nazionale. Oggi, però, rischia di trasformarsi in una scatola vuota, lasciando senza assistenza 150 mila cittadini dell’Est Veronese. A lanciare l’allarme è Alessio Albertini, sindaco di Belfiore e vicesegretario provinciale del Partito Democratico: “Accanto a reparti di eccellenza, altri versano in gravi condizioni per mancanza di personale e attrezzature obsolete. Psichiatria, Pronto Soccorso, Cardiologia, Geriatria, Gastroenterologia, Anestesia, Ginecologia: sono tutti sotto organico. Ematologia è operativa solo tre giorni a settimana, ma il medico è a Legnago. E da sette anni manca lo pneumologo, nonostante sia previsto”. Nonostante l’incontro con la DG Benini a giugno e la mobilitazione dei sindaci, a partire da Fulvio Soave (San Bonifacio), le criticità non hanno ancora trovato risposta. Intanto, il Pronto Soccorso – secondo in tutta l’AULSS 9 per accessi annuali (oltre 50mila) – è privo di una camera calda e necessita da tempo di una ristrutturazione annunciata ma mai avviata. “Sono 150 mila le persone che fanno riferimento a questo ospedale – aggiunge Albertini – e non si tratta di fatalità, ma delle conseguenze di precise. La Regione ha deciso chi potenziare e chi lasciare indietro – Albertini conclude -. L’accesso alla sanità non è un privilegio, ma un diritto. Come sindaco, sento la responsabilità di vigilare perché strutture come il Fracastoro tornino a essere un presidio sicuro, efficiente e centrale per la comunità”.