

I 55 giorni di prigionia di Aldo Moro
Oltre 600 ragazzi e ragazze si sono incontrati ieri mattina all’Istituto Copernico Pasoli, per il primo dei due appuntamenti promossi dal Comune di Verona per parlare, a quasi mezzo secolo dalla sua tragica vicenda, del sequestro Moro, dei suoi 55 giorni di prigionia e della drammatica fine. Un viaggio dedicato a quella che è stata una figura centrale del nostro Paese, un uomo dello Stato la cui storia è caratterizzata dai valori alti e che è stata raccontata oggi agli studenti e alle studentesse presenti e in collegamento streaming dall’attore Fabrizio Gifuni attraverso la forza dirompente del teatro, uno dei pochi luoghi dove l’esperienza emotiva passa attraverso corpi vivi. Ad udire in presenza il particolare ed immersivo racconto storico, oltre ai giovani dell’Istituto Copernico Pasoli, anche le alunne e gli alunni del liceo Artistico e degli Istituti Pindemonte, Ferraris, Fermi e Francavilla Fontana di Brindisi, per un totale di oltre 400 giovani. Inoltre, collegati in streaming un’altra decina di classe delle 65 scuole aderenti alla a Rete Scuola e Territorio: Educare insieme, per un complessivo di circa 250 ragazzi e ragazze. Gifuni, nel parlare di Aldo Moro, ha cercato di far comprendere ai giovani cosa significhi essere un uomo dello Stato, lo strenuo sacrificio che talvolta si deve compiere per rimanere fedeli a se stessi e al proprio Paese. Sulla vicenda Moro, attraverso i suoi numerosi scritti, l’attore ha inoltre approfondito i temi più personali e universali, come il senso di tradimento, la rabbia verso chi si riteneva amico, il dolore, la tenerezza, l’angoscia per la privazione della libertà e la paura.