

Povertà educativa
“Dopo il Covid è sempre più presente una maggiore fragilità nei giovani e negli adolescenti – spiega l’assessora alle Politiche educative Elisa La Paglia – un dato reale, che ci viene riportato da psicologi e psichiatri, che sono lo sguardo concreto sulla prevenzione e sugli strumenti che si possono mettere in campo per il benessere di studenti e studentesse. A questo va però affiancata anche tutta una progettualità che, dalla consapevolezza della presenza ancora forte di stereotipi nell’orientamento, metta in campo interventi in grado di accompagnare ragazzi e ragazze in una crescita formativa completa. Perché un percorso scolastico sia pieno e in grado di consentire ai giovani la più ampia realizzazione di sé, deve essere senza stereotipi collegati al background migratorio, al plurilinguismo o al genere. La frustrazione di chi non vede riconosciuta la propria identità piena e il proprio potenziale può anche scaturire in un abbandono. Oltre al fatto che ci sono famiglie in povertà educativa che non riescono a sostenere adeguatamente bambini e bambine nelle difficoltà scolastiche incontrate e vanno affiancate anche in questo caso con progettualità specifiche. La ricchezza della nostra provincia permette di costruire progettualità dedicate. Questo è il nostro impegno, che ci porta a lavorare sulla prevenzione e sullo stare accanto di bambini e alle loro famiglie che si trovano in questa condizione di difficoltà”.