Le bocche delle denunce.
Sono tante le curiosità che, forse neanche noi veronesi conosciamo, la nostra città ci offre. Oggi vogliamo scoprire le ‘boche de leon’. In italiano si chiamano ‘bocche delle denunce’ e funzionavano così: infilavi dentro una denuncia segreta (firmata e con almeno tre testimoni, altrimenti veniva stracciata) e i magistrati si occupavano di tutto, da usura, evasioni fiscali fino al contrabbando di seta. Furono introdotte probabilmente dopo la congiura di Baiamonte Tiepolo nel 1310, e si diffusero in tutta la Serenissima, dapprima a Venezia e poi anche a Verona. A Verona si trovano due esemplari ancora ben visibili, incastonati nelle mura del Palazzo della Ragione: quella in via Dante raccoglieva le denunce contro i contrabbandieri di seta (‘cavaleri’ e ‘fornelli’) e quella in Piazza dei Signori era dedicata agli usurai e collegata agli uffici della Camera Fiscale. Curiosità extra: passeggiando in vicolo Samaritana si trova una bocca di altro genere, il Buco degli Innamorati, dove, anziché un’affilata denuncia, si può lasciare un romantico messaggio d’amore.