

Allarme sovraffollamento e salute mentale
Diciassette Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) in un anno, quattro suicidi e numerosi tentativi di autolesionismo: il carcere di Montorio si conferma in una situazione sempre più critica. A denunciarlo è Don Carlo Vinco, Garante dei diritti delle persone private della libertà, nella sua relazione annuale presentata al Consiglio Comunale di Verona. Con 599 detenuti, la struttura soffre di sovraffollamento, specialmente nel reparto infermeria, e di una carenza cronica di personale, tra cui l’assenza di uno psichiatra stabile, supplito dal direttore di Psichiatria dell’ospedale di Borgo Trento, Giuseppe Imperadore. Sul fronte sanitario, resta problematica anche l’assistenza odontoiatrica, mentre la ristrutturazione di una delle sezioni delle detenute è stata completata, con l’altra in via di conclusione per giugno. Tuttavia, i lavori hanno aggravato i disagi, costringendo inizialmente a trasferimenti e aumentando la tensione tra i reclusi, spesso stipati in celle con tre persone. “Nonostante le difficoltà, gli agenti di custodia e il personale operano con grande professionalità ed equilibrio, in un contesto sempre più difficile” – ha sottolineato Don Vinco, lanciando un nuovo appello per migliorare le condizioni del carcere veronese.