

L’Italia non entra in guerra, ma rafforza la sicurezza
L’attacco statunitense in Iran ha aggravato la tensione in Medio Oriente, ma l’Italia non sarà coinvolta militarmente. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiarito: “Non ci saranno soldati o aerei italiani in Iran, è costituzionalmente e politicamente fuori discussione”. Tuttavia, la Difesa ha rafforzato le misure di sicurezza per i militari italiani impiegati in missioni internazionali. Il capo di Stato Maggiore, Luciano Portolano, ha spiegato che alcuni contingenti sono stati riposizionati in zone più sicure, soprattutto in aree sensibili vicine a basi statunitensi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il rientro di alcuni militari italiani da Baghdad per rischio ritorsioni. L’Italia mantiene circa 1.100 militari in Iraq e Kuwait, un altro contingente in Libano (UNIFIL) e personale in missione in Sinai, Qatar, Emirati Arabi e Bahrein. Il cacciatorpediniere Andrea Doria è impegnato nel Mar Rosso nella missione europea Apsides contro missili e droni. Alzata anche la soglia d’allerta interna. Il Ministero dell’Interno ha convocato il CASA e il CNOSP per monitorare eventuali minacce contro obiettivi strategici in Italia, in particolare le basi Usa presenti sul territorio. Tra queste, Aviano e Sigonella (Nato), e Camp Darby (Toscana), unica completamente a uso americano ma senza pista per bombardieri strategici. In Italia operano circa 12.000 militari statunitensi, principalmente a Vicenza, Napoli, Gaeta, Aviano, Sigonella e Camp Darby.