

Morti per monossido di carbonio, eredità al WWF
Sarebbe stata la moglie a morire per prima, seguita poche ore dopo dal marito. Entrambi sarebbero deceduti a causa del monossido di carbonio. È questa la conclusione a cui è giunta l’autopsia sui corpi di Marco Steffanoni, 75 anni, e Maria Teresa Nizzola, 76, la coppia trovata mummificata lo scorso 15 marzo nella loro villa di Montericco (Arbizzano) da un gruppo di giovani appassionati di ‘urbex’. Secondo gli accertamenti, la donna, seduta davanti al camino, sarebbe stata la prima vittima delle esalazioni. Il calore avrebbe accelerato il processo di disidratazione e decomposizione, rendendo impossibile misurare i livelli di monossido nel sangue. Il marito, che si trovava a letto al piano superiore, sarebbe stato raggiunto dal gas in un secondo momento, morendo per arresto cardiaco. I decessi risalirebbero alla metà di dicembre 2024. L’esito autoptico chiude anche la questione ereditaria: entrambi avevano disposto che i loro beni — la villa di Steffanoni e le proprietà mantovane della moglie — fossero destinati al WWF. L’organizzazione si occuperà anche dei funerali.