

Un servizio mandato in onda dal programma ‘Le Iene’ su Italia 1, accusa il missionario in Paraguay
Una vicenda complicata, vede protagonista padre Attilio Cordioli, missionario in Paraguay, cresciuto a Mozzecane e che a Verona torna una volta all’anno, ospite al Santuario della Madonna del Perpetuo soccorso a Bussolengo. Ma andiamo con ordine. La trasmissione di Italia 1 ‘Le Iene’, ha accusato padre Attilio di un traffico internazionale di neonati. A scatenare il tutto è stata la 40enne Enrica Locatelli che, dopo la morte dei genitori e dopo i dubbi sulla sua fisionomia, spiega le sue perplessità sul fatto di essere stata adottata. Una tesi che è stata subito confermata dai parenti. Rovistando tra vecchi documenti, è emersa una verità diversa da quella che le hanno sempre raccontato: in molte foto, vengono ritratti i suoi genitori in compagnia di padre Attilio, conosciuto per il suo impegno nell’aver costruito la ‘Marianela’, un centro polifunzionale di proprietà dei missionari Redentoristi che si sospetta, sia stato costruito con i soldi recuperati dalla vendita di bambini. Locatelli scopre così di avere altri otto fratelli. Nel servizio trasmesso dalle ‘Iene’ interviene anche padre Cordioli, affermando che è tutto una bugia, che si cerca solo di buttare fango sulla questione e che la signora Enrica, dovrebbe solo ringraziare di essere stata adottata. Anche il priore del santuario Gabriele Silvestri decide di intervenire sottolineando il grave danno di immagine subito, contestando il modo sbagliato in cui si è deciso di svolgere il servizio giornalistico, precisando inoltre, che l’attività di padre Attilio che dura da oltre 51 anni, non ha nulla a che fare con i redentoristi di Bussolengo. Infine, fa sapere che nonostante il danno d’immagine nei confronti del Santuario della Madonna del Perdono, non agirà per vie legali contro il programma tv.