

Lo Stato non approva il referendum, ma non stanzia abbastanza fondi per provvedere alle disabilità
Il referendum sull’eutanasia è stato bocciato, una notizia resa ormai nota un paio di giorni fa, lo Stato infatti sembrerebbe non aver tenuto conto del 1 milione e 200 mila persone che hanno firmato a favore. La Corte Costituzionale l’ha dichiarato inammissibile, affermando che in caso di referendum e in caso di preponderanza di ‘sì’, da un punto di vista burocratico, le norme che resterebbero in piedi non potrebbero assicurare la tutela minima delle persone più deboli ed esposte. Giuliano Amato, presidente della Corte Costituzionale, oltre a ciò ha bocciato anche le firme online, affermando che la firma elettronica porta a decidere senza dialogo. Tutte una serie di motivazioni che non sono piaciute a molte persone. Sono infatti già scattate le polemiche e le persone disabili costrette su sedie a rotelle o in situazioni critiche si oppongono. Si afferma infatti che quest’ultimi non hanno via di scampo, perché da un lato si sono trovati bocciata l’ipotesi di suicidio assistito, ma dall’altro lato lo Stato non fornisce abbastanza fondi per provvedere alla disabilità. Entrambe le strade sono chiuse, sembra non esserci via di uscita e in tutto ciò anche Alessandra Fraccaroli di Illasi si fa portavoce di tante persone e denuncia la situazione. Lei è arrivata addirittura a pensare che avrebbe preferito morire nell’incidente piuttosto che essere costretta a vivere così. Non solo Alessandra la pensa così, ma tanti altri che si trovano nella sua situazione sono arrabbiati per non poter decidere della propria vita.