

Il taglio del nastro della 78ª edizione della kermesse.
Quattromila aziende presenti da tutte le regioni, 18 padiglioni e oltre 100 approfondimenti, tra degustazioni e nuovi format. Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale di Vinitaly, sostenuta da un piano di arrivi da 70 nazioni messo in atto da Veronafiere e Ita, Italian trade agency: oltre mille buyer selezionati presenti a Verona, a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi. Questi sono solo alcuni numeri di Vinitaly 2026, inaugurata ufficialmente domenica 12 aprile all’auditorium Verdi dove ha aperto la cerimonia il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, a cui sono seguiti i saluti istituzionali di Fontana, Tajani, Matteo Zoppas, presidente Ita, Stefani, Pasini e Tommasi. Ha fatto seguito il convegno, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, ‘Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte’ con i contributi di Giacomo Ponti, presidente di Federvini; Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini; i ministri Giuli e Urso, e Antonella Sberna. Dopo l’intervento del ministro del turismo Mazzi, le conclusioni del ministro Lollobrigida. Al termine, la consegna dei Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero assegnati a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino. Il ricco programma dell’evento, che si chiuderà mercoledì 15 aprile, prosegue con numerosi appuntamenti. Nel frattempo si è chiuso con successo ‘Vinitaly in the city’, il grande fuori salone di Vinitaly, che ha coinvolto migliaia di wine lover in tre giorni di degustazioni, incontri ed eventi diffusi nel cuore di Verona.