

La Famiglia nel Bosco.
«Una scelta inaudita, che arriva mentre sta iniziando la perizia psicologica sui bambini: allontanare ora Catherine Birmingham dai suoi figli rischia di avere conseguenze devastanti per la loro salute psicofisica». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia, commenta la decisione del Tribunale dei Minorenni dell’Aquila di allontanare la madre della Famiglia nel Bosco dalla casa famiglia di Vasto dove risiedeva insieme ai figli, disponendo contestualmente anche il trasferimento dei minori in un’altra struttura protetta. «Questo provvedimento produrrà danni gravissimi – psicologici, educativi, comportamentali – aggravando una situazione già compromessa: nelle scorse settimane, infatti, i bambini hanno manifestato attacchi di panico, ansia, autolesionismo, dopo quelli che sono diventati ad oggi 106 giorni di forzata lontananza dai genitori e dalla loro casa. Non possiamo non leggere questa decisione come l’ennesimo, ideologico, accanimento verso la Famiglia Trevallion, colpevole solo di uno stile di vita non convenzionale. Ci rivolgiamo nuovamente al ministro Nordio – aggiunge Coghe – al quale abbiamo consegnato una petizione con quasi 70.000 firme: agisca affinché la Famiglia Trevallion venga riunita e si metta un argine allo strapotere di Giudici minorili e Servizi Sociali che hanno spaccato un nucleo familiare».Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia