I dati aggiornati dipingono una realtà preoccupante, definita dagli esperti come ‘l’iceberg della dipendenza’. Attualmente, i Servizi per le Dipendenze (SerD) e le strutture del privato sociale in Italia hanno in carico circa 13.000 – 15.000 pazienti (Dati stimati basati su trend ISS/Ministero Salute). Questo numero rappresenta solo la punta dell’iceberg. Si stima che gli italiani affetti da Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) siano oltre 1,3 milioni, con una zona grigia di quasi 2 milioni di giocatori ‘problematici’ a rischio scivolamento. Meno dell’1% di chi ha un problema chiede ufficialmente aiuto. La maggior parte vive la propria dipendenza nell’ombra, spesso per anni, prima che le conseguenze economiche diventino insostenibili. Le proiezioni per il 2026 non sono ottimistiche. La crisi del costo della vita agisce come un acceleratore: molte persone, schiacciate dall’inflazione, vedono nel gioco non un divertimento, ma un disperato tentativo di “arrotondare” o risolvere problemi finanziari immediati. È l’illusione della ‘vincita salvavita’ che sta trascinando nel baratro fasce di popolazione insospettabili: casalinghe, pensionati e giovani lavoratori. Durante le feste si gioca di più e Natale 2025 non sarà diverso.