

A cura di Claudio Gasparini
Bosco Chiesanuova diventa teatro di una riflessione storica e culturale profonda: venerdì 8 agosto il Comune ospiterà l’evento “Sulle tracce di Virgilio Grossule. Un medico veronese in Congo ai primi del ’900”, un’intera giornata dedicata alla memoria, alla conoscenza e alla restituzione pubblica di una figura chiave del territorio. L’iniziativa è promossa dal Comune di Bosco Chiesanuova, ideata dal Comitato Tecnico Scientifico del Museo Etnografico Luxino e realizzata con il supporto dei Musei Civici di Verona, Museo di Castelvecchio e Museo Africano di Verona. Articolato in tre momenti pensati per stimolare una partecipazione consapevole, capace di collegare passato e presente, l’evento è incentrato sulla figura di Virgilio Augusto Grossule (1871– 1924), medico e ufficiale originario di Bosco Chiesanuova, attivo in Congo tra il 1901 e il 1918, la cui vicenda si intreccia con la più ampia storia della presenza veronese in Africa durante l’età coloniale e con la storia culturale e politica di Verona.“Questo evento pubblico nasce dalla volontà di promuovere una cultura della memoria e della consapevolezza – commenta Nadia Massella, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Museo Luxino e studiosa della Lessinia – e lo facciamo attraverso un linguaggio accessibile a tutti: incontri, camminate e teatro”. Il programma si apre alle ore 9.30, alla sala Olimpica del Cinema Teatro Vittoria, con una mattinata di conversazioni moderate dall’Assessore alla Cultura Michele Zanini, dal titolo “Grossule e altri veronesi in Africa durante il colonialismo: memorie storiche e patrimoni dimenticati”. Voci autorevoli come Claudio Gallo, Nadia Massella, Bartolo Fracaroli, Antonella Arzone, Giorgia Comaron, Maria Teresa Ratti, Marco Zanchi ed Eliseo Tacchella accompagneranno il pubblico in un viaggio tra missioni, raccolte, memorie e rimozioni legate alla storia coloniale veronese. Gli interventi saranno accompagnati anche dalla proiezione delle immagini dei materiali conservati nei Musei Civici di Verona e provenienti dal continente africano, raccolti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento in un contesto segnato dall’espansione coloniale europea. “Riaprire oggi il dossier Grossule significa confrontarsi con una figura complessa e controversa: un uomo critico verso la brutalità dell’organizzazione coloniale belga, ma al tempo stesso parte attiva del sistema imposto da Leopoldo II. Gli oggetti da lui raccolti durante i suoi soggiorni in Africa e donati al museo di Castelvecchio ci restituiscono il riflesso di una stagione storica segnata da tensioni irrisolte, da slanci di conoscenza intrecciati a dinamiche di dominio. La valorizzazione di questi materiali non è solo un dovere conservativo, ma un’occasione per interrogarci su come abbiamo costruito e trasmesso l’immagine dell’alterità e su quanto quelle rappresentazioni parlino, in realtà, anche di noi: chi siamo stati, cosa abbiamo scelto di vedere e cosa forse scegliamo ancora di non vedere” dichiara Antonella Arzone, referente scientifica del Museo di Castelvecchio e conservatrice delle collezioni etnografiche dei Musei Civici di Verona.