

Torna la fruibilità dopo 13 anni di chiusura
Dopo 10 anni riaprono gli spazi espositivi comunali degli Scavi Scaligeri, che saranno inaugurati con una mostra fotografica dedicata agi sport invernali in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi 2026. Gli scavi scaligeri, situati nel piano interrato di Palazzo del Capitanio, torneranno quindi fruibili a breve per la cittadinanza e per i turisti. Si amplia quindi la platea degli spazi museali comunali. Attualmente, il Comune sta portando avanti il cantiere aperto nel corso del 2024, un intervento da 2 milioni di euro in fase di ultimazione, che modifica il percorso di visita all’area archeologica, prevedendo un nuovo ingresso, nonché l’adeguamento funzionale e impiantistico. Si è dovuto intervenire perché l’area che ospitava la biglietteria e il bookshop a piano terra è divenuta di proprietà della Fondazione Cariverona nel 2012 quando il Comune ha alienato Palazzo del Capitanio. Il piano interrato che ospitava le esposizioni del Centro Internazionale di Fotografia è rimasto nelle disponibilità del Comune in quanto si tratta di zona di scavi archeologici sottoposta a vincolo e non alienabile, secondo le norme in materia. L’ingresso del rinnovato Centro Internazionale di Fotografia si troverà quindi in Cortile Mercato Vecchio, sotto il porticato di fronte alla Scala della Ragione, quasi in continuità con la Galleria d’Arte Moderna. La Giunta ha approvato l’atto di indirizzo necessario a garantire, al termine dei lavori, la completa fruibilità degli Scavi Scaligeri. Infatti, è indispensabile, per ridare una funzione espositiva agli spazi, progettare un nuovo allestimento e provvedere poi alla sua realizzazione, con le necessarie dotazioni tecnologiche. La fase successiva, una volta ottenuta l’autorizzazione della Soprintendenza, sarà la concessione in uso per l’organizzazione di mostre fotografiche, la prima dedicata agli sport e ai valori olimpici. Per la riapertura, oltre all’allestimento dell’area, si dovrà attendere il completo restauro e pulizia dei reperti archeologici danneggiati dall’umidità, sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.