

Economia scaligera
Se da un lato l’offensiva commerciale dell’amministrazione Trump rischia di penalizzare diversi settori dell’economia veronese, dall’altro potrebbe aprire nuove opportunità per alcuni comparti. Il sindaco di Soave, Matteo Pressi, ha sottolineato come i produttori di vino dovrebbero guardare con sempre maggiore interesse al Nord America, ma concentrandosi non sugli Stati Uniti, bensì sul Canada. Attualmente, il mercato canadese rappresenta il quarto a livello mondiale per valore delle importazioni di vino, con acquisti che ammontano a circa 2,2 miliardi di euro all’anno. I principali fornitori sono Francia, Italia e Stati Uniti, con questi ultimi che esportano in Canada vini per un valore vicino al mezzo miliardo di euro. Con l’introduzione dei dazi, il costo dei vini americani potrebbe aumentare, riducendone la competitività e creando nuove possibilità per i produttori italiani. Un’ulteriore spinta in questa direzione arriva dal recente trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea, che sta progressivamente riducendo le barriere doganali e fiscali. Questa condizione, secondo Pressi, potrebbe permettere ai produttori veronesi di rafforzare la propria presenza in un mercato già ricettivo nei confronti del vino italiano. Inoltre, un consolidamento in Canada potrebbe aiutare a compensare eventuali perdite dovute a restrizioni commerciali negli Stati Uniti, garantendo così una maggiore stabilità alle esportazioni vinicole del territorio.