

A cura di Claudio Gasparini
E’ nata all’ospedale Chiarenzi di Zevio dove lavorava il papà come ginecologo. Ma tutta la sua vita, fino ad ora, è sempre stata nello stesso posto: Verona. “Non mi sono mai spostata dalla casa di famiglia, neppure adesso che sono sposata, trascinando, felicemente, mi auguro, mio marito in questo posto che è un luogo in cui ogni sasso del giardino e ogni mattone trasudano ricordi”. All’attivo ha già due romanzi entrambi pubblicati da Giunti Editore dove è sempre presente una grande casa e tutte le sue storie ruotano attorno alla famiglia che considera sacra. Oggi scrive libri ma a scuola non raggiungeva la sufficienza nei temi. Alle elementari dovette frequentare una scuola estiva per incentivare lettura e scrittura. “Insegnavano non solo a leggere, nel senso di intraprendere come sana abitudine di arricchimento personale la lettura, ma anche a scrivere. Scrivere temi, non certo libri, sono le basi per tutti, poi ognuno prende la sua strada”. La sua, all’epoca, era ‘fuori dai binari’, dove andavano tutti i suoi compiti di italiano. “Per questo ero scarsa in materia. Una questione di fantasia, ricordo: ero un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie”. Quella parte di ‘meraviglia’ che la faceva andare fuori tema a scuola è riuscita a portarla nel suo lavoro. Anna è giornalista professionista, tuttavia ha sviluppato il suo lato creativo aiutando i clienti ad esprimere il loro potenziale attraverso progetti giornalistici. Ognuno secondo la propria voce, la propria storia, i propri obiettivi. Da grande non avrebbe voluto essere né una scrittrice, né fare la giornalista, ma fare il medico. “Meno male che il test d’ingresso mi è andato male. Non mi ci vedrei a prescrivere medicine. Preferisco di gran lunga prescrivere libri. Anche loro curano, e a volte lo fanno meglio di una pillola”. Ammette non esserci soddisfazione più grande di quando viene contattata dai suoi lettori per comunicarle che quello che hanno letto ha lasciato in loro qualcosa. Nel prossimo futuro, anziché essere vista come giornalista e scrittrice, le piacerebbe che le cose si invertissero: vorrebbe essere vista di più come scrittrice, poi come giornalista. Una priorità di intenti che sta diventando verità, con i suoi tempi. Anna è una donna tenace, sognatrice “Dio salvi i sognatori”. E…selvatica, come lei stessa si definisce. “La mia natura è lì, fuori dalle righe, nelle cose e nelle piante, alberi ancestrali, fiori selvatici ed erbe dimenticate, che nessuno nota. Ma che hanno una storia da raccontare che, spesso, parla di noi. La natura, come la famiglia, è l’altro elemento chiave e onnipresente nella mia vita e nelle storie che scrivo”.