

Melotti: «Una spaccatura difficile da sanare all’interno del centrodestra»
Braccio di ferro tra le diverse forze politiche all’interno del Consorzio Zai per formare il nuovo Consiglio direttivo, più precisamente tra la Lega, partito di maggioranza e l’area del sindaco Sboarina, ovvero Fratelli D’Italia, Battiti e Verona Domani. Il Consiglio del Consorzio Zai è composto da nove membri e dalla votazione del Consiglio provinciale, composto da 16 membri sono usciti eletti per la maggioranza di centrodestra, entrambi con otto voti a favore, Massimo Mariotti di FdI e Alessandro Castioni, commissario della Lega per il Baldo-Garda. Ma la cosa che ha fatto scatenato il caos si è registrato in quota alle minoranze. Sì, perché dalla votazione sono usciti con 8 voti ciascuno, Giandomenico Allegri del Pd e Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova e coordinatore provinciale di FI. Alla fine è stato proprio Allegri a spuntarla sul collega. Ai nostri microfoni, sulla questione è intervenuto proprio lui: «C’è stata una vera e propria alleanza contro FI che ha spaccato completamente il centrodestro ad un anno dal voto delle ammnistrative del 2022. Da parte nostra non c’è stato alcun ‘blitz’ contro Gasparato, solo la legittima volontà di vedersi riconoscere il ruolo politico che ci spetta a Verona come Forza Italia e che, invece, è totalmente disconosciuto dopo il passaggio di Polato da FI a FdI. Anziché accusare, ci spieghino piuttosto il perché di questa ingiustificabile alleanza con il PD che si conferma il partito di chi governa senza mai essere eletto. Una vera e propria spaccatura difficilmente sanabile all’interno del centrodestra», conclude Melotti. Il sindaco Sboarina, ha poi nominato i 3 in quota al Comune, ovvero Matteo Gasparato, leader di Verona Domani, per le minoranze Enzo Righetti, del Pd che è stato riconfermato e infine Fabio Montoli, della Lega e social media manager di Matteo Salvini.