

L’Organizzazione Mondiale della sanità punta a ridurre il consumo pro-capite di alcol del 10%
Si fanno sentire con sonoro dissenso le associazioni agricole veronesi al documento adottato dall’Oms per l’Unione Europea, che penalizza non poco uno dei settori principi nel nostro territorio, stiamo parlando del settore vitivinicolo. L’obiettivo dell’Europa è quello di ridurre via via sempre con più prepotenza il consumo di alcol, specificando che ogni anno causa una morte su dieci, causando innumerevoli decessi. Chiaramente è una sostanza che danneggia, come qualsiasi altra se si abusa di essa. Ma questa decisione mette a rischio anche il vino, tanto amato da noi italiani e dal mondo. L’Unione Italiana Vini dichiara che qui si parla della nascita di un nuovo proibizionismo in Europa, un contrasto al consumo tout court dell’alcol, senza distinzione tra tipologie di bevande (superalcolici, vino o birra) e modalità di consumo, tra quelli compulsivi e moderati. Come riporta Ansa, Uiv dichiara che le linee guida del documento disposto a Tel Aviv, accolte integralmente senza alcuna opposizione da parte delle delegazioni, anche quella italiana, prevedono un contrasto al consumo tout court dell’alcol come priorità di azione, con un obiettivo di riduzione del 10% pro-capite entro il 2025. Tra le politiche che l’organizzazione proporrà ora ai Paesi interessati, l’aumento della tassazione, il divieto di pubblicità/promozione/marketing in qualsiasi forma, la diminuzione della disponibilità di bevande alcoliche, l’obbligo di health warning in etichetta e un nuovo approccio alla concertazione delle politiche che vedrebbe totalmente escluso il settore dal dibattito. Un colpo davvero pericoloso per le nostre imprese, che rischia di far affossare l’economia di innumerevoli territori italiani.