

Ecco cos’è successo ad una 71enne. I tabaccai si difendono
La legge dice che dal 30 giugno scorso, qualsiasi cosa può essere pagata tramite bancomat, ma non sempre i pagamenti con Pos semplificano la vita. Una pensionata di 71 anni che ha acquistato 2 pacchetti di sigarette presso la tabaccheria di Bovolone, ha poi dovuto versare un euro in più di commissioni. Inoltre quando la donna si è presentata alla cassa per pagare, ha dovuto mostrare carta di identità e tessera sanitaria al tabaccaio, cosa che ha fatto sentire la 71enne come una persona sospetta, poco raccomandabile. L’anziana ha intenzione di rivolgersi all’ufficio reclami della società che gestisce il servizio Pos per evitare che altri clienti incappino in situazioni così spiacevoli e assurde. Chiaramente i tabaccai ci hanno tenuto a difendere la loro posizione, affermando che la procedura di identificazione non è illegittima, anzi è doverosa in quanto obbligati a chiedere i documenti. Per la scelta di far pagare l’euro in più alla signora, invece, è stato precisato che se ai beni di proprietà dello Stato non viene applicata una commissione, l’attività va in perdita. Sarà così fino a quando le associazioni di categoria non troveranno un accordo definitivo in grado di salvaguardare e tutelare il loro compenso.