

Progetto che segue truffe in genere
Sono 25 le persone che da inizio 2025 hanno trovato sostegno grazie alla Rete Dafne Verona, progetto nato dalla collaborazione tra Comune, Associazione Scaligera Assistenza Vittime di reato (ASAV), realtà del terzo settore ed enti istituzionali. Il servizio, riservato e gratuito, accompagna le vittime di reato prima, durante e dopo il procedimento penale. I nuovi casi presi in carico sono in prevalenza donne (20 su 25) e riguardano sia cittadini italiani (17) che stranieri, provenienti da Brasile, Ucraina, Moldavia, Perù, Marocco e Sri Lanka. Il Comune, attraverso l’assessorato alla Sicurezza, sostiene attivamente la rete anche con spazi all’interno della Cittadella della Legalità. “Accanto alla giustizia, è fondamentale accompagnare le vittime con percorsi concreti di ascolto e tutela”, spiega l’assessora Stefania Zivelonghi. Tra i servizi più richiesti figurano le consulenze legali (16 richieste) e il supporto psicologico, per cui sono già stati svolti 82 colloqui. La fascia d’età più rappresentata è quella over 50, segno di una crescente consapevolezza anche tra gli adulti. I reati segnalati sono soprattutto contro la persona – come minacce, lesioni o violenza sessuale – seguiti da truffe e reati contro la famiglia. In alcuni casi, pur in assenza di un reato giuridicamente riconosciuto, è stato comunque offerto supporto grazie alla rete dei servizi del territorio. Il contatto con la Rete avviene soprattutto tramite presidi sociosanitari, materiale informativo, passaparola e, in minor misura, Forze dell’Ordine. L’attività si è estesa anche agli sportelli periferici, con utenti seguiti a San Martino Buon Albergo e Cerea.