

Gruppo che da due decenni mette in voce un territorio
C’è chi canta per mestiere, chi per diletto, e poi ci sono i ‘Cantori de la Val’, che da vent’anni mettono in voce un territorio. Gruppo nato nel 2005 da un’idea semplice ma potente: custodire le canzoni popolari, tramandare le tradizioni di una terra ricca di storia e, al tempo stesso, restituire alle comunità momenti di bellezza corale, dove la voce collettiva diventa strumento di unione. In due decenni, hanno trasformato la passione per la memoria e per la musica popolare in un progetto corale fatto di parole, gesti e incontri. Un desiderio sincero di portare avanti la cultura della Valpolicella e delle sue valli attraverso il canto e la narrazione orale. Il primo appuntamento per celebrare questo speciale anniversario sarà sabato 4 maggio presso Mulino Simbeni. Andrà in scena una rappresentazione teatrale dal titolo ‘El Buso dei Ossi’ — il nome con cui, nel parlare comune, si è sempre identificata la Grotta di Fumane. Lo spettacolo, che vede la partecipazione degli attori Andrea de Manincor e Sabrina Modenini, intreccerà narrazione, canto e riflessione, rievocando con poesia e profondità la storia delle nostre origini. A ispirare attraverso la presentazione, le parole di Giovanni Viviani: un viaggio tra memoria e immaginazione, tra fossili e ricordi, tra l’urgenza di sapere da dove veniamo e la bellezza di scoprire chi siamo diventati. Un racconto che prende forma tra canti popolari e suggestioni teatrali, capace di evocare il passato remoto dei nostri territori e restituire voce a ciò che sembrava dimenticato. L’ingresso è libero, l’invito è rivolto a chiunque desideri lasciarsi trasportare in un’esperienza emozionante, capace di far dialogare passato e presente. Ma i festeggiamenti non finiscono qui. I Cantori de la Val torneranno protagonisti anche il 19 luglio che ospiteranno il coro SAT di Trento, nella Chiesa parrocchiale di Fumane e il 26 ottobre, in occasione della prima rassegna di canti d’osteria con la partecipazione di vari gruppi spontanei del nord Italia.Vent’anni di storie cantate e condivise. E il meglio, forse, deve ancora arrivare.