

Per far fronte alla crisi è stato necessario per alcuni vendere terreno
Gli agriturismi non si sono quasi mai ripresi, ma se avevano la speranza di riuscire a recuperare terreno, con la variante Omicron, proprio quest’ultimo è stato perso e tutto per far fronte alla pesante crisi derivante dalla pandemia. La diffusione dell’ultima variante ha di fatto svuotato le strutture scaligere, molte le strutture chiuse nello scorso periodo natalizio a causa delle disdette. Luciano Ghellere, titolare insieme alla moglie Sara Lonardi dell’agriturismo Casa Maria Teresa a Sommacampagna, esprime il suo disagio anche a nome di tanti e racconta che per sopravvivere è stato necessario vendere un pezzo di terreno. «Prima della pandemia lavoravamo bene’ – afferma -. Poi nel 2020, abbiamo visto tutte le prenotazioni cancellate e il reddito ridotto dell’80 per cento rispetto al 2018». Qualcosa dallo Stato sembra essere arrivato, ma neanche lontanamente abbastanza per riuscire a mantenere integra l’intera struttura. Una situazione drammatica e la speranza di Ghellere è quella che si esca a breve dell’emergenza per tornare il prima possibile alla normalità, per lavorare nelle vacanze pasquali e ad agevolare il ritorno degli ospiti internazionali già con l’estate 2022.