

Premio della Cultura a Wanna Marchi
«C’è un momento preciso nella vita di una nazione in cui si capisce che la linea di demarcazione tra il surrealismo e la cronaca nazionale è stata definitivamente cancellata. Quel momento è avvenuto pochi giorni fa a Roma, quando Wanna Marchi e Stefania Nobile – un tempo note alle cronache giudiziarie per associazione a delinquere finalizzata alla truffa – hanno solcato le sacre soglie del Campidoglio per ritirare nientemeno che il “Premio Internazionale della Cultura”. Giustamente, Wanna ha commentato sui social con la consueta sobrietà: «Stai in una cella in galera e poi ti ritrovi al Campidoglio osannata». Una parabola redentiva che fa impallidire Jean Valjean dei Miserabili. Con questo premio, d’altronde, si sdogana un principio rassicurante per le masse: ormai chiunque, compresi gli asini e gli imbroglioni di ogni sorta, può legittimamente ambire alla notorietà e agli onori delle istituzioni. A questo punto sorge spontanea una domanda: quale branca dello scibile umano è stata premiata? La letteratura? La filosofia? La fisica quantistica applicata ai numeri del lotto o, più semplicemente, la scaltrezza nel fregare il prossimo elevata a nuova disciplina accademica?»Gianni Toffali