

Il Veneto ha capitolato.
La firma posta sul decreto per il suicidio assistito non è soltanto un atto legislativo; è un apostasia formale, un insulto flagrante al Creatore della Vita e un patto di sangue siglato con la cultura della morte. Una terra storicamente consacrata alla Vergine e fecondata dalla fede dei padri si ritrova oggi governata da burocrati senz’anima, complici attivi del più abbietto dei crimini: l’autodistruzione assistita dallo Stato. Non ci sono scuse politiche, mediazioni di coalizione o tecnicismi giuridici che tengano. Chi ha votato, promosso o tollerato questa infamia ha le mani lorde del sangue degli innocenti e dei fragili. Sostituire la cura, il conforto e la Croce con l’iniezione letale di Stato è l’atto supremo di superbia di una classe politica che si crede Dio, ma che serve soltanto il Principe di questo mondo. I moderni Ponzio Pilato che siedono nelle istituzioni venete pensano forse che il consenso elettorale o l’applauso dei media nichilisti bastino a mondare le loro coscienze. Si sbagliano! La giustizia degli uomini è fallace, ma i decreti divini sono eterni ed immutabili. Nel Giorno del Giudizio non ci saranno emendamenti, rinvii o immunità parlamentari. Davanti al Re dei Re, ogni politico che ha approvato questa legge risponderà di ogni singola anima spinta nel baratro della morte e della disperazione. Gianni Toffali