

Stagione irrigua al via.
La stagione irrigua 2026 nel territorio veronese si apre con un segnale chiaro: l’acqua c’è, ma non basta. Il Consorzio di Bonifica Veronese ha avviato le operazioni con l’apertura della Presa di Sciorne, ma il contesto in cui questo avviene è segnato da una crescente criticità idrica, certificata anche a livello istituzionale. Una comunicazione della Regione Veneto del 17 aprile, sulla base delle valutazioni dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto delle Alpi Orientali, evidenzia infatti un quadro in peggioramento: pur in presenza di un livello di severità idrica definito ‘basso’, si registra una diffusa sofferenza delle falde e un trend negativo su tutto il territorio. Il dato più rilevante riguarda proprio il bacino dell’Adige, da cui il Consorzio deriva l’acqua per l’irrigazione: l’attivazione delle grandi derivazioni irrigue potrebbe ridurre sensibilmente le portate del fiume, con il rischio di compromettere l’equilibrio alla foce e favorire la risalita del cuneo salino. Per questo motivo è stata introdotta una misura concreta: una riduzione temporanea fino al 20% delle derivazioni irrigue, con l’obiettivo di garantire una portata minima di 80 metri cubi al secondo. In altre parole: si parte già con il freno tirato. È in questo scenario che il Consorzio ha comunque attivato il sistema irriguo, aprendo la storica Presa di Sciorne, infrastruttura fondamentale per l’agricoltura scaligera.