

L’intervento di Elena Donazzan a Bruxelles: ‘Rischio deindustrializzazione’.
«Il dibattito odierno in Commissione ITRE sul manifatturiero avanzato conferma quanto questo settore rappresenti un pilastro strategico per il futuro dell’Europa. La forza economica e l’autonomia strategica dell’Unione dipendono direttamente dalla nostra capacità di produrre». Lo dichiara Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo, a margine del confronto avvenuto lo scorso 15 aprile a Bruxelles. «Il manifatturiero vale circa il 20% del PIL europeo, impiega 30 milioni di persone e rappresenta l’80% delle esportazioni. Eppure, dal 2024 abbiamo già perso 200.000 posti di lavoro e altri 600.000 sono a rischio. I segnali sono chiari e preoccupanti. L’Europa è ancora forte nella ricerca e nell’innovazione, ma fatica a trasformare queste competenze in produzione industriale. Le importazioni crescenti di beni strategici stanno erodendo la nostra base industriale. Dobbiamo accelerare con decisione su ambiti cruciali come l’intelligenza artificiale industriale e la robotica, e riportare la produzione in Europa per ridurre la dipendenza da fornitori extraeuropei. Le politiche europee troppo spesso non riflettono le reali esigenze delle imprese e risultano scoordinate. Non si può difendere un singolo comparto senza considerare l’intera filiera: non si salva l’acciaio senza proteggere anche prodotti lavorati e semilavorati. Lo stesso vale per settori come plastica, pelle, alluminio e legno. Se non agiamo in fretta il rischio è evidente: si chiama deindustrializzazione. E porta con sé un progressivo impoverimento della società e del nostro sistema produttivo. L’Europa deve tornare a produrre, e deve farlo ora».