
La parola all’esperto.
La tragedia di Crans Montana ha scosso l’Europa intera, sollevando un argomento, quello della sicurezza nei locali pubblici, che dovrebbe seguire sempre e comunque regole imprescindibili. Nel caso specifico si parla di mancati accertamenti e controlli a seguito di interventi di ristrutturazione del locale. In merito all’argomento abbiamo sentito una voce autorevole: il presidente della Commissione comunale di Vigilanza in alcuni Comuni dell’Alto Lago di Garda, Sandro Vazzoler. E’ lui, esperto in procedure autorizzative di sicurezza, per più di vent’anni segretario generale della Commissione provinciale vigilanza sui locali di pubblico spettacolo presso la Prefettura di Verona e, successivamente, dal 2008, Presidente della Commissione comunale di vigilanza del comune di Verona, che rivela prima di tutto un elemento positivo: «A seguito di interventi di ristrutturazione o di eventuali modifiche alla struttura, il locale avrebbe dovuto essere nuovamente ispezionato e autorizzato prima della riapertura: in Italia difficilmente potrebbe accadere una cosa simile. Il nostro paese è da anni all’avanguardia, rispetto ad altre realtà europee, nell’applicazione rigorosa di misure e normative che tutelano la sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e intrattenimento. In più di 35 anni di controlli e verifiche ricordo forse un paio di chiusure disposte nel veronese. Ciò sta a significare che gli stessi titolari dei locali hanno compreso l’importanza per i fruitori del locale e la convenienza al tempo stesso per la reputazione della propria attività del rispetto delle normative di sicurezza. Certo, non si può altresì negare che non esistano problematiche – aggiunge Vazzoler -. Mi spiego meglio: le misure di sicurezza previste dalla normativa sono tanto efficaci quanto rigide ed esistono attività che, a differenza di quelle regolarmente inquadrate come ad esempio cinema o discoteche, non sono ben collocate come bar, ristoranti, pubblici esercizi che, senza permesso da parte della Commissione di vigilanza, propongono (continuativamente e non sporadicamente) intrattenimento musicale o danzante». Oggi la licenza di ‘pubblico spettacolo’, previa attivazione di una competente Commissione tecnica di vigilanza presieduta dal Sindaco o suo delegato, viene rilasciata dall’amministrazione comunale. In caso di superamento delle 5mila persone di capienza del locale, ma anche per parchi di divertimento, cinema, teatri e spettacoli viaggianti fino a 1.300 posti la competenza spetta invece alla Commissione provinciale dí vigilanza che ha sede in Prefettura ed è presieduta dal Prefetto stesso o da un delegato. Naturalmente all’interno delle Commissioni di vigilanza cooperano in sinergia tra loro, oltre al dirigente dell’Ulss, ad u esperto in elettrotecnica, al dirigente tecnico comunale e ai rappresentanti sindacali dei lavoratori e degli esercenti, anche Comandante dei Vigile del Fuoco e Questore (nel caso della commissione Provinciale) e il Comandante della polizia locale nel caso della Commissione comunale. «A Verona fatta eccezione per Stadio, Arena in città e parchi divertimento sul lago di Garda, tutti i locali di pubblico spettacolo sono di competenza delle commissioni comunali – afferma Vazzoler -. In ogni caso la procedura è ben definita: dopo aver consultato la necessaria documentazione tecnica a garanzia di collaudo degli impianti, regolarità dei materiali utilizzati, regolarità delle uscite di sicurezza e della reale superficie del locale, la Commissione effettua un sopralluogo. Solo in seguito e in caso di esito positivo, viene siglato un verbale di agibilità, presupposto fondamentale per il rilascio della licenza di esercizio».