LA FAMIGLIA NEL BOSCO
«Pro Vita & Famiglia onlus esprime la più ferma contrarietà alla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento dei tre figli dei coniugi Trevallion, la cosiddetta ‘famiglia dei boschi’ di Chieti, colpevole solo di aver scelto di vivere in un casolare in Abruzzo e di proporre ai figli percorsi educativi non convenzionali ma comunque nel solco della responsabilità genitoriale e privi di conseguenze dannose certificate. Siamo di fronte a una lesione gravissima del primato educativo dei genitori. Lo Stato e i servizi sociali devono intervenire soltanto in presenza di abusi, maltrattamenti o trascuratezze accertate, non per punire stili di vita che non rientrano nello standard dominante. I figli non appartengono allo Stato, ma alla loro famiglia. Per la onlus questo caso è il sintomo di uno strapotere dei servizi sociali e di una deriva statalista che tende a considerare i bambini come oggetto di controllo pubblico. Se passa il principio che chiunque esca dai binari di una omologazione ‘politicamente corretta’ può vedersi portare via i figli nessuna famiglia è più al sicuro: oggi tocca a chi vive nella natura, domani potrebbe toccare a chi sceglie percorsi educativi non statali, a chi trasmette valori morali o religiosi controcorrente o a chi non si adegua all’ideologia dominante. Per questo Pro Vita & Famiglia chiede al Ministro della Giustizia Nordio – con una petizione che in pochi giorni ha superato le 10.000 firme – di fare piena luce sul caso e di intervenire per limitare gli allontanamenti ingiustificati, riequilibrando i poteri dei servizi sociali e garantendo davvero il diritto dei minori a crescere nella propria famiglia, sostenendola invece di smantellarla».
Jacopo Coghe portavoce di Pro Vita & Famiglia