A cura di Claudio Gasparini
Nata a Isola della Scala, risiede nella frazione di Tarmassia. Ultima di sette fratelli, proviene da una famiglia numerosa nella quale ha imparato sin da giovane il valore del lavoro e delle relazioni umane. Ha iniziato la sua carriera come segretaria d’azienda, ruolo che ha ricoperto per dodici anni presso una ditta privata. Ventitré anni fa decide di intraprendere una nuova sfida professionale, aprendo un’attività commerciale di tabaccheria e cartoleria, che gestisce sempre con passione e dedizione. “Il rapporto con il pubblico – confida – mi è sempre stato familiare: la mia famiglia, infatti, ha gestito per oltre vent’anni un ristorante-pizzeria, ambiente in cui ho appreso l’importanza dell’accoglienza e del contatto umano”. Da più di quarant’anni fa parte del coro parrocchiale di Tarmassia, e, nel tempo libero, ama dedicarsi al nuoto, “attività che considero un momento di benessere e rigenerazione”. Il volontariato rappresenta una componente fondamentale della vita di Elena Meneghelli da sempre impegnata in diverse associazioni del territorio: Nel 2007 ha contribuito alla nascita del gruppo di giovani organizzatori della sagra di paese. Da questa esperienza è nata, cinque anni dopo, ‘La Compagnia de l’Anara’, associazione culturale della quale è stata socia fondatrice e, dal 2017, presidente. “Con questa attività associativa mi impegno a valorizzare la comunità di Tarmassia, una realtà di circa mille abitanti, promuovendo la tutela delle tradizioni locali e il coinvolgimento delle nuove generazioni”. Elena crede profondamente nel valore della cultura, nella forza del volontariato e nella bellezza d’animo delle persone che scelgono di donare il proprio tempo agli altri. E’ una donna instancabile e sempre disponibile: “ammetto di non saper mai dire no, anche a costo di grandi sacrifici”. Riconosce nel contempo che le soddisfazioni che riceve sono immense. Tra i momenti più significativi ricorda le parole di una madre, che al termine di una sagra le confidò: “Questa sagra è stata terapeutica per mia figlia”. Un riconoscimento che rappresenta per Elena la conferma di uno scopo profondo: essere utile alla propria comunità e contribuire al benessere degli altri.