

Emergenza d’inverno
«Con l’arrivo dell’inverno, torna puntuale l’influenza stagionale. E con essa, un’ondata di cittadini ammalati che mette a dura prova il sistema sanitario, in particolare i Pronto Soccorso (PS). I più colpiti sono spesso gli anziani e i pazienti clinicamente fragili, che necessitano di cure ospedaliere. Ma quando i reparti internistici non hanno letti disponibili, il PS si trasforma in una sala d’attesa permanente, congestionata e inefficiente. Questo fenomeno è noto come boarding: pazienti che restano in PS in attesa di un posto letto. La letteratura scientifica è chiara: un boarding elevato è correlato a un aumento della mortalità. Ma il boarding non è solo un problema del PS: è il sintomo di un malfunzionamento sistemico che coinvolge l’intero percorso ospedaliero, dalla presa in carico alla dimissione. A Verona e provincia, la situazione è emblematica. I PS scaligeri si riempiono, il personale resta invariato, e la pressione cresce. Dal 2000 a oggi, il numero di letti ospedalieri si è ridotto del 30-35%. Ma aumentare i letti non basta. Serve una visione più ampia. Uno studio condotto da SIMI e FADOI su 14 ospedali italiani ha rivelato che: il 15% dei ricoverati in Medicina Interna è in condizioni cliniche critiche; il 21% presenta una fragilità sociale significativa (solitudine, indigenza, non autosufficienza). Questi pazienti, spesso definiti con crudezza bed blockers, restano ricoverati per motivi non clinici: mancano strutture territoriali adeguate, non possono tornare a casa, non hanno familiari o caregiver. Il risultato? Una permanenza media inutile di 7 giorni, che sottrae letti a chi ne ha urgente bisogno. La soluzione? Mettere gli internisti nelle condizioni di dimettere in sicurezza, rafforzando le strutture territoriali a bassa intensità clinica e le RSA. Ma qui il sistema mostra il suo tallone d’Achille. Gli Ospedali di Comunità, pensati per rispondere a queste esigenze, restano sulla carta. Le strutture esistenti, invece, applicano criteri di selezione che escludono proprio i pazienti più fragili e complessi. Il risultato è un effetto domino: il territorio non assorbe, l’ospedale si blocca, il PS soffoca. E i cittadini, soprattutto i più vulnerabili, pagano il prezzo più alto».
Giovanni Zanini segretario generale della Cisl Fp Verona