

Case, trasporti e servizi in Regione
«Entro il 2029 le imprese veronesi perderanno circa 60.000 lavoratori. È un dato allarmante, che non può lasciarci indifferenti. Non si tratta di un semplice numero: è il segnale di una crisi strutturale che riguarda l’intero tessuto produttivo veneto e che richiede un intervento urgente, serio e coordinato da parte della Regione. La prima priorità riguarda orientamento scolastico e formazione. Troppi ragazzi studiano per mestieri che non intendono fare, o che non trovano riscontro nel mercato del lavoro. È il fallimento di un sistema di orientamento e di un’alleanza scuola-impresa che non funziona. Serve un nuovo patto educativo tra istituzioni scolastiche, mondo produttivo e famiglie, che metta davvero al centro i giovani. La Regione deve investire fin dalla scuola secondaria inferiore: figure preparate, strumenti digitali, esperienze concrete in azienda, ascolto e accompagnamento personalizzato. Il secondo nodo è casa e mobilità territoriale. Se i lavoratori non trovano alloggi a costi accessibili, la mobilità del lavoro resta un miraggio. Come può una giovane infermiera, un tecnico o un operaio spostarsi da un comune all’altro se mancano case, trasporti e servizi? La Regione deve avviare un vero piano casa regionale per lavoratori e studenti: alloggi a canone calmierato, rigenerazione di edifici pubblici inutilizzati, sostegno ai Comuni per l’housing sociale e una rete di trasporto pubblico locale più efficiente. Il terzo punto è salute mentale e disagio giovanile. L’adolescenza è una fase delicata e oggi troppi ragazzi vivono tra ansia, isolamento e disorientamento. I servizi psicologici territoriali sono del tutto insufficienti. La Regione deve potenziare psicologia scolastica, consultori, sportelli territoriali e creare una rete regionale di ascolto gratuito per adolescenti e famiglie. Non possiamo lasciare indietro un’intera generazione. E allora cosa può fare concretamente la Regione? Un piano regionale per l’occupazione giovanile e il ricambio generazionale, legato alle esigenze reali delle imprese; Investimenti seri nell’orientamento scolastico e professionale; Politiche abitative intelligenti, per favorire mobilità e contrastare lo spopolamento; Un piano per la salute mentale giovanile, con servizi accessibili e capillari. Questo è ciò che ci si aspetta da una Regione che vuole governare, non inseguire i problemi. Noi, come opposizione, continueremo a incalzare questa Giunta, perché Verona e il Veneto meritano di più. Meritiamo una Regione che investa sui giovani, sulle imprese e sul futuro, non che resti ferma a guardare mentre perde il proprio capitale umano».
Anna Maria Bigon – Consigliere regionale PD