

Morti sul lavoro
Il primo semestre 2025 in Veneto si chiude con un bilancio drammatico: 51 vittime sul lavoro, l’82% in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che peggiora ulteriormente se si considerano le due morti di lunedì a Santa Maria di Sala, dove due operai hanno perso la vita per le esalazioni durante una bonifica in una fossa biologica.
A lanciare l’allarme è Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che punta il dito contro la carenza di formazione e investimenti in sicurezza, nonostante il recente Accordo Stato-Regioni.
“Il Veneto è secondo solo alla Lombardia per numero di decessi, in zona arancione per rischio di mortalità. Preoccupa soprattutto l’aumento delle morti in occasione di lavoro, più che raddoppiate” – dichiara Rossato – “Servono campagne di sensibilizzazione e maggiori controlli”.
Secondo la mappatura del rischio elaborata dall’Osservatorio, il tasso di mortalità in Veneto è di 16,1 morti per milione di occupati, contro una media nazionale di 15,1. In zona rossa figurano Vicenza (20,5) e Rovigo (20,0). In zona arancione Padova (18,0), Venezia (16,3) e Verona (16,1). Treviso è in zona gialla (12,5), mentre Belluno è zona bianca, senza vittime registrate.