

Fumata bianca dopo la quarta votazione
La fumata bianca è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, poco dopo le 17.30. Il comignolo della Cappella Sistina ha parlato con il suo linguaggio antico e universale, e poco dopo è arrivata anche la voce del cardinale protodiacono a confermare l’atteso annuncio: Habemus Papam. A essere eletto al soglio pontificio è stato Robert Francis Prevost, già prefetto del Dicastero per i Vescovi e agostiniano di origini statunitensi. Con il nome di Leone XIV Papa Prevost, diventa il 267° successore di Pietro e il secondo Papa consecutivo non europeo, a conferma di una Chiesa sempre più globale. L’elezione è avvenuta al termine della prima votazione del pomeriggio, dopo due giornate intense di Conclave e cinque fumate nere. I cardinali elettori hanno trovato in Prevost un profilo di sintesi: religioso, uomo di governo, missionario per lunghi anni in Perù e profondo conoscitore della realtà latinoamericana, una delle più vitali della Chiesa cattolica contemporanea. Subito dopo l’elezione, come da tradizione, Papa Prevost si è ritirato nella Stanza delle lacrime, prima di presentarsi al mondo dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro. Il suo primo gesto è stato quello della semplicità: nessun discorso lungo, nessuna ostentazione. Solo una richiesta: “Pregate per me e con me”. Un invito che ha fatto immediatamente il giro del mondo. Nel corso delle prossime ore, il nuovo Papa inizierà a muovere i primi passi del suo pontificato: la preghiera sulla tomba di San Pietro, l’incontro con i Cardinali, poi l’inizio ufficiale del ministero petrino con la solenne Messa d’inizio pontificato, che sarà celebrata nei prossimi giorni in Piazza San Pietro. L’attesa ora è tutta rivolta alle prime parole, ai primi gesti e alle prime scelte di un Papa chiamato a raccogliere l’eredità di Francesco, con lo sguardo rivolto a una Chiesa in continuo cambiamento, in dialogo con un mondo complesso e frammentato.
FOTO: ANSA