

Tra cultura e storia
Un afflusso straordinario di oltre 1300 persone ha animato Povegliano nel fine settimana dedicato alle Giornate FAI di Primavera, uno degli appuntamenti culturali più attesi in Italia. Protagonista assoluta, per la prima volta aperta al grande pubblico, è stata la suggestiva Base Missilistica Hawk 10, una delle testimonianze più significative della storia militare della nostra regione. L’evento, organizzato nell’ambito dell’iniziativa nazionale promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), ha permesso a cittadini e visitatori di riscoprire un luogo a lungo inaccessibile, carico di storia e simboli del periodo della Guerra Fredda. Le Giornate FAI di Primavera, che dal 1993 ogni anno valorizzano il patrimonio storico, artistico e culturale italiano attraverso l’apertura straordinaria di luoghi normalmente chiusi, hanno trovato a Povegliano un’accoglienza calorosa e una partecipazione senza precedenti. A rendere possibile questa imponente macchina organizzativa, un’ampia rete di volontari e associazioni che hanno lavorato con passione e dedizione. L’Amministrazione comunale ha voluto ringraziare pubblicamente il Gruppo Giovani Povegliano, l’Associazione Anteas la Madonnina APS, FIDAS Povegliano, Fondazione Historie Onlus, Associazione Orion, oltre a tutte le volontarie e i volontari coinvolti. Un grazie speciale è stato rivolto anche ai veri protagonisti della narrazione del sito: i giovani Ciceroni dell’Istituto Carlo Anti di Villafranca e il team di FAI Giovani – Verona, con la presidente Cristina Motta e la vicepresidente Eleonora Principe. Sono stati loro, con preparazione e entusiasmo, a guidare i visitatori tra le strutture della base, raccontando la storia con uno sguardo nuovo e coinvolgente, capace di far dialogare passato e presente. L’esperienza di Povegliano non è stata solo una visita, ma un viaggio nella memoria, un’occasione per riappropriarsi di spazi significativi del territorio e riflettere sul loro valore culturale, educativo e sociale. Un grande successo per il FAI, ma anche un motivo di orgoglio per la comunità locale, che ha saputo aprirsi e accogliere con generosità, mostrando come il patrimonio culturale possa diventare motore di coesione e partecipazione.