

Piantedosi apre allo slittamento, dubbi giuridici e opposizioni in rivolta La data delle prossime elezioni regionali del Veneto resta un tema caldo: se per i sindaci eletti nel 2020 è già stata confermata la proroga del mandato fino alla primavera 2026, per il presidente Luca Zaia la situazione appare più complessa. In teoria, la durata della legislatura regionale è fissata dalla normativa nazionale in cinque anni; tuttavia, la legge regionale veneta prevede che le elezioni si svolgano esclusivamente nella finestra primaverile, rendendo possibile uno slittamento del voto. La questione è stata sollevata direttamente dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito ‘realistica’ l’ipotesi di rinviare il voto Veneto alla primavera 2026, purché venga confermata la validità della legge regionale rispetto a quella nazionale. Per Zaia, la prospettiva appare positiva non solo politicamente, ma anche economicamente: “Svolgere le elezioni in primavera permetterebbe un risparmio di diversi milioni di euro”, ha evidenziato il presidente. La proposta, però, non è stata accolta positivamente dalle opposizioni in Consiglio regionale, che hanno espresso forte dissenso. Per Vanessa Camani (PD), le dichiarazioni del ministro Piantedosi sarebbero addirittura gravi, poiché violerebbero il principio di prevedibilità delle consultazioni elettorali, sancito dalla Costituzione e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Secondo la consigliera, “la durata della legislatura non è nella disponibilità del presidente di Regione, e qualsiasi modifica risulterebbe illegittima”. Netta anche la posizione di Elena Ostanel, del movimento civico ‘Il Veneto che Vogliamo’, che ribadisce l’importanza del rispetto delle regole democratiche: “Non si può permettere che decisioni di questa importanza vengano piegate agli interessi particolari di qualcuno. Le elezioni regionali riguardano la democrazia e i cittadini, non questioni interne ai partiti”. La questione resta dunque aperta, in attesa di ulteriori approfondimenti e chiarimenti giuridici sulla prevalenza della legge regionale su quella nazionale.